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Consiglio Ue: Metsola, due Stati per risolvere conflitto israelo-palestinese

18-10-2023 06:21

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Consiglio Ue: Metsola, due Stati per risolvere conflitto israelo-palestinese

Il richiamo all'unità e alla coerenza risuona nel confronto tra i leader Ue convocati in videoconferenza per martedi 17 ottobre dal Presidente Michel

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha convocato martedi 17 ottobre una riunione d'urgenza dei leader dei 27 Paesi dell'Ue. Un Consiglio, svoltosi in videoconferenza, con l'obiettivo di mostrare un fronte quanto più possibile unito di fronte alla guerra tra Israele ed Hamas.

“L'Unione deve rimanere coerente e unita”, ha esortato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel suo discorso al vertice: “Dobbiamo sottolineare che dobbiamo continuare a cercare soluzioni che mitighino le conseguenze umanitarie a Gaza in linea con i nostri obblighi e il diritto internazionale."

 

Metsola, Parlamento Ue da sempre per una soluzione a due Stati 

Nel suo discorso al Consiglio straordinario la presidente Metsola ha rivolto ai 27 leader riuniti in videoconferenza un significativo richiamo: "Anche nei momenti più difficili, il Parlamento europeo ha sempre sostenuto e continuerà a spingere per una soluzione a due Stati, equa e giusta. Non possiamo perderlo di vista”.

 

La soluzione a due Stati in stallo dal 2007

Alla Conferenza di Annapolis, svoltasi nel novembre del 2007, i tre maggiori partiti palestinesi (Fath, ma non il governo di Hamas a Gaza), israeliani e americani concordarono su una soluzione dei due Stati come punto di partenza per i negoziati sulla fine del Conflitto israelo-palestinese. Tuttavia sorsero molti problemi per realizzare la soluzione dei due Stati. Si registaropno tre differenti vedute tra i partecipanti: lo Stato e i confini di Gerusalemme e del Monte del tempio, i confini del futuro Stato palestinese e degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, e infine il ritorno dei profughi palestinesi.

 

Dal 2009 l'UE esorta Israele a riconoscere lo Stato palestinese

A partire dal 2009, l'Unione europea e Gli Stati Uniti d'America  hanno intimato al governo israeliano di rispettare gli impegni presi riguardo alla soluzione dei due Stati. Nel marzo 2009 i ministri europei hanno nuovamente esortato il governo israeliano a guida Netanyahu a riconoscere lo Stato palestinese. Il 4 giugno 2009, il presidente degli Stati Uniti d'America Obama durante un importante discorso, tenutosi presso l'Università del Cairo in Egitto, ha sostenuto la soluzione dei due Stati. Il 14 giugno 2009 il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante un discorso presso l'Università Bar Ilan di Tel Aviv , ha sostenuto l'approvazione di uno Stato palestinese ad ovest del fiume Giordano, ma ha subordinato tale concessione alla richiesta da parte dell'ANP di rompere completamente con Hamas.

Nel 2011 la Palestina ha visto rifiutato il riconoscimento come Stato membro alle Nazioni Unite dal Consiglio di Sicurezza, ma ha ottenuto l'ammissione all'Unesco. Il 29 novembre 2012 lo Stato di Palestina  è stato ufficialmente riconosciuto a livello legale con una risoluzione dell'Assemblea generale passata a larga maggioranza, configurando la realizzazione formale, ma tuttora incompleta sul piano pratico, della soluzione a due Stati. Il 23 dicembre 2016 la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto ad Israele di porre fine alla sua politica di insediamenti nei territori palestinesi, inclusa Gerusalemme est.

 

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