EU/ENG - The August 15 meeting in Anchorage between the presidents of Russia and the United States did not lead to a ceasefire or a peace agreement on the war in Ukraine. But both leaders gained something.
Since his election, Donald Trump has sought to legitimize a neo-imperial role for the United States. Putin's Russia has for years sought to revitalize its image as a military and imperial superpower. And the Alaska summit was prepared and held based on this shared vision of their respective countries.
The exclusion of Ukraine has produced one of the deepest tears in the fabric of international relations built on diplomatic interdependence. Two empires confronted each other, viewing the attacked country as a secondary player in the war, capable of resisting Moscow's aggression only thanks to Washington's benevolent and powerful support, at least until Biden was in the White House.
Russia from the beginning of the aggression to today.
Since February 24, 2022, Russia has had to adapt to the Western, de facto NATO, reaction in support of Ukraine. Putin aimed to invade all of Ukraine, imposing a friendly regime, similar to what is happening in Belarus. Moscow's troops managed to penetrate only the southeastern border regions thanks to Kiev's staunch military defense. The human losses were enormous on both sides.
The Role of the United States: From Biden's Support for Kiev to Trump's Indifference
Since the aggression, Biden has committed to arming Kiev to defend itself from Russia. This strategy is structured around the powerful NATO apparatus and agreed upon with the European Union. Tens and tens of billions of euros, weapons, and instructors have allowed Zelensky to mount counteroffensives against Moscow's troops and limit the fighting to the regions bordering Russia and the Black Sea. The defense has held up intermittently. With Trump in the White House, everything has changed. Trump had promised to end the war within days, considering Putin a liaison and not a criminal butcher as Biden liked to call him. In fact, he only managed to meet Putin in August, failing to secure a ceasefire and negotiating, without reporting to third parties, over the territories to be ceded, under the shadow of criticism from European allies and Ukrainian indignation.
The bilateral summit in Alaska appears to be only a first step.
Trump and Putin certainly started from a mutual recognition of leadership, and on this basis, they negotiated a way out of the current stalemate in Anchorage, after preliminary diplomatic work. Each spared the other firm noes on the negotiating fronts. With the entire world watching, overly rigid postures were discouraged.
Essentially, Trump chose not to publicize the outcome of the bilateral meeting with Putin. Trump's reserve serves to leave Zelenskiy and some European leaders a role in the game after having excluded them from direct contact with the Russian autocrat. Thus was born the trilateral USA-Ukraine-Von der Leyen + Willing Europeans, convened in Washington for Monday 18 August.
ITA - L’incontro del 15 agosto ad Anchorage tra i presidenti di Russia e Stati Uniti non ha portato al cessate il fuoco né a un accordo di pace sulla guerra in Ucraina. Ma a guadagnarci qualcosa sono stati entrambi i leader.
Sin dalla sua elezione Donald Trump ha cercato di legittimare un ruolo neoimperiale per gli Stati Uniti. La Russia di Putin è da anni alla ricerca di un rilancio d'immagine come superpotenza militare ed imperiale. E il vertice in Alaska è stato preparato e si è svolto in base a questa comune visione dei rispettivi Paesi.
L'esclusione dell'Ucraina ha prodotto uno degli strappi più profondi nel tessuto delle relazioni internazionali costruito sull'interdipendenza diplomatica. Due Imperi si sono confrontati ritendendo il Paese aggredito un comprimario della guerra, capace di resistere all'aggressione di Mosca solo grazie al benevolente e poderoso sostegno di Washington, almeno fino a quando alla Casa Bianca è stato Biden.
La Russia dall'inizio dell'aggressione ad oggi.
Sin dal 24 febbraio del 2022, la Russia si è dovuta adattare alla reazione occidentale, de facto Nato, in sostegno dell'Ucraina. Putin mirava infatti a invadere l'intera Ucraina, imponendo un regime amico, sulla scorta di quello che avviene in Bielorussia. Le truppe di Mosca sono riuscite a penetrare solo nelle regioni sul confine sud-orientale grazie alla strenua difesa militare di Kiev. Le perdite in vita umane sono state ingenti su entrambi i fronti.
Il ruolo degli Stati Uniti, dal sostegno di Biden a Kiev all'insofferenza di Trump
Biden ha sin dall'aggressione, assunto l'impegno di armare Kiev per difendersi dalla Russia. Una strategia strutturata sul poderoso apparato Nato e concordata con l'Unione europea. Decine e decine di miliardi di euro, armamenti e istruttori hanno permesso a Zelenski di poter impostare controffensive rispetto alle truppe di Mosca e circoscrivere gli scontri nelle regioni confinanti con Russia e Mar Nero. A fasi alterne, la difesa ha retto. Con Trump alla Casa Bianca è tutto cambiato. Trump aveva promesso di far finire la guerra in pochi giorni ritenendo Putin un intelocutore e non un macellaio criminale come amava definirlo Biden. Di fatto è riuscito a incontrare Putin solo ad agosto, senza ottenere un cessate il fuoco e negoziando, senza riferire a terzi, sui territori da cedere, coperto da critiche da parte di alleati europei e l'indignazione ucraina.
Il vertice bilaterale in Alaska appare solo un primo passo
Trump e Putin sono partiti sicuramente da un reciproco riconoscimento di leadership e su questa base hanno negoziato ad Anchorage una via d'uscita dallo stallo in atto, dopo i lavori preliminari delle diplomazie. L'uno ha risparmiato all'altro dei no decisi sui fronti negoziali. Gli occhi puntati addosso del mondo intero hanno sconsigliato posture troppo rigide.
Sostanzialmente Trump ha scelto di non platealizzare l'esito del bilaterale con Putin. La riservatezza di Trump è funzionale a lasciare a Zelenski e alcuni leader europei, un ruolo in partita dopo averli esclusi dal contatto diretto con l'autocrate russo. Nasce cosi il trilaterale Usa-Ucraina-Von der Leyen+Volenterosi europei, convocato a Washington per lunedi 18 agosto.
analisti associati @europolitiche.it *
* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico




