EU/ENG - From Geneva to Abu Dhabi and across European capitals, the quest to end Russia's war of aggression against Ukraine continues, while the country continues to be severely targeted by Russian drones and military forces. Trump's 28-point plan has been reduced to 19, thanks to European diplomatic pressure. This time, the European Union is seeking to influence a peace negotiation that concerns it very closely. The President of the European Commission made this clear on Wednesday, November 26, while discussing the ongoing negotiations at the European Parliament in Strasbourg. Von der Leyen also hinted at the possibility of using frozen Russian assets to finance Ukraine: "I don't see a scenario in which European taxpayers will foot the bill alone."
In her speech, the President Von der Leyen highlighted the need for a credible peace plan for Ukraine that prioritizes stopping the war, preserving borders, enhancing national security, and integrating Ukraine into the European Union. She emphasized that Ukraine must be free to choose its European destiny, supported by reconstruction and economic integration, while collaborating with international partners towards lasting peace. Additionally, she put a strong focus on the return of abducted Ukrainian children, with plans to co-host a summit to urge global action for their reunion with their families.
EU High Representative for Foreign Affairs Kaja Kallas echoed her sentiments: "Everyone welcomes the US push for peace. We all want this war to end, but how it ends is also important," she said on the sidelines of a remote meeting with the foreign ministers of the 27 member states, following the impromptu summit of EU heads of state and government during the EU-African Union meeting in Angola on November 24-25.
/ITA - Da Ginevra ad Abu Dhabi e nelle Capitali europee procede la ricerca della fine della guerra di aggressione della Russia all'Ucraina, che intanto continua ad essere duramente colpita da droni ed esercito di Mosca. Il piano trumpiano da 28 punti è stato ridotto, grazie alle pressioni diplomatiche europee, a 19. Stavolta l’Unione europea sta cercando di incidere in un negoziato di pace che la riguarda molto da vicino. Lo ha fatto intendere mercoledi 26 novembre la presidente della Commissione europea discutendo sul negoziato in atto al Parlamento europeo a Strasburgo. Von der Leyen ha prefigurato anche di potersi spingere fino all'utilizzo degli asset russi congelati per finanziare l'Ucraina: "Non vedo uno scenario in cui i contribuenti europei pagheranno da soli il conto".
Nel suo discorso, la Presidente ha sottolineato la necessità di un piano di pace credibile per l'Ucraina, che dia priorità alla fine della guerra, alla salvaguardia dei confini, al rafforzamento della sicurezza nazionale e all'integrazione dell'Ucraina nell'Unione Europea. Ha sottolineato che l'Ucraina deve essere libera di scegliere il proprio destino europeo, sostenuta dalla ricostruzione e dall'integrazione economica, collaborando al contempo con i partner internazionali per una pace duratura. Inoltre, ha posto una forte attenzione al ritorno dei bambini ucraini rapiti, con l'intenzione di co-ospitare un vertice per sollecitare un'azione globale per il loro ricongiungimento con le famiglie.
Le ha fatto eco l'Alta rappresentante UE per gli Affari esteri Kaja Kallas: “Tutti accolgono con favore la spinta degli Stati Uniti per la pace. Vogliamo tutti che questa guerra finisca, ma anche il modo in cui finirà è importante“, a margine di un confronto da remoto con i ministri degli Esteri dei 27, dopo il vertice dei capi di stato e di governo dell’UE improvvisato nel corso del meeting UE - Unione Africana in Angola del 24 e 25 novembre.
Analisti associati @europolitiche.it*
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