EU/ITA - Con un evento promosso dalla Fondazione Roma Sapienza, il 19 marzo è stato presentato nella Facoltà di Economia dell'ateneo romano il libro “Mario Draghi: la speranza non è una strategia. Biografia dell'uomo, dell'economista” (nella foto in basso la copertina del volume). In apertura il Presidente della Fondazione promotrice Eugenio Gaudio ha sottolineato come dal libro emerga la figura di un uomo dedicatosi all’impegno nei pubblici uffici con spirito profondamente etico e responsabile verso tutta la comunità.
Dopo i saluti istituzionali del Preside di Economia Giovanni Di Bartolomeo e della Preside di Lettere Arianna Punzi, si sono susseguiti i vari interventi, coordinati dal giornalista del “Corriere della Sera” Francesco Verderami.
Dino Pesole (“Sole 24 Ore”) ha voluto ricordare la “carriera pubblica” di Mario Draghi, prima come Direttore Generale del Ministero del Tesoro, poi come Governatore della Banca d’Italia, quindi Presidente della Banca Centrale Europea (BCE) e infine Presidente del Consiglio in Italia. Pur nelle diverse critiche che gli sono state rivolte, soprattutto per le “privatizzazioni” degli anni ’90, a nessuno può sfuggire il ruolo fondamentale svolto nel ridare prestigio alla Banca d’Italia e, come Presidente della BCE, trovare il coraggio di andare oltre i regolamenti pur di salvare l’Euro, durante la crisi dei “debiti sovrani” (2011).
Giampiero Gramaglia (già direttore Ansa) ha incentrato il suo intervento più sull’attività “politica” di Mario Draghi, come tecnico che si è assunto l’onore, con grande merito, di traghettare il paese oltre la pandemia; però visto dalla classe politica come corpo estraneo, tanto da impedirgli, prima di essere eletto come Presidente della Repubblica perché indispensabile capo di governo, e subito dopo far cadere quello stesso governo, pur di riprenderselo nelle loro mani. E oggi, l’impegno europeista di Draghi, col suo rapporto commissionatogli dalla Commissione europea, non viene preso in considerazione da quegli stessi governanti del Consiglio dei capi di stato e di governo dell’Europa, i quali, impotenti di fronte alle nuove emergenze internazionali, imputano all’UE le sue debolezze.
Il critico letterario Filippo La Porta ha rilevato come, proprio la lettura di questa biografia, ha mutato in positivo il suo giudizio su Draghi, per il suo stile serio e posato, “antiitaliano” – soprattutto dell’attuale Italia (ma non solo), becera e caciarona -, quasi luterano, nel suo impegno dedicato all’affermazione di sé, ma comunque nell’interesse della comunità.
Il Prof. Maurizio Franzini (Sapienza, Economia) ha sottolineato come l’azione di Mario Draghi sia stata improntata al rispetto delle regole, che però andrebbero ormai cambiate, perché quelle regole di mercato e di competitività non hanno tenuto conto delle ricadute sull’equità sociale, rivelatesi nefaste nell’allargare la forbice tra i pochi sempre più ricchi e i molti sempre più poveri.
La Prof.ssa Silvana Cirillo (Sapienza, Lettere), mentore dell’autrice, ne ha lodato il coraggio nello stilare una biografia di un personaggio vivente, e la credibilità delle fonti alle quali ha saputo attingere, riversandole in uno stile leggero e godibile da chiunque, pur nella complessità dei temi trattati.
Infine, davanti a un pubblico sempre attento e partecipe, ha preso la parola l’autrice Cristina La Bella, giovane giornalista, la quale, nell’affrontare l’impresa di raccontare la vita di un uomo, pubblico sì, ma che ha fatto della riservatezza la sua cifra di serietà e di responsabilità, si è trovata di fronte al compito di far emergere,
dietro le diverse “maschere” pubbliche, la realtà dell’uomo, nel suo privato, nei suoi affetti, nei suoi dubbi, tale da rendercelo più vicino, più accessibile, più “nostro”; come del resto era lo scopo di questo evento, che abbiamo cercato qui di raccontare.
N.B.: il libro, edito da Santelli, Sesto San Giovanni (MI) 2025, è già stato tradotto in inglese.
Angelo Ariemma per @europolitiche.it

EU/ENG - On March 19, the Faculty of Economics at Rome’s Sapienza University hosted the presentation of “Mario Draghi: Hope is Not a Strategy. A Biography of the Man and the Economist,” an event sponsored by the Fondazione Roma Sapienza. Opening the proceedings, Foundation President Eugenio Gaudio highlighted how the volume captures a man dedicated to public office with a profound sense of ethics and responsibility toward the community.
Following institutional greetings from Deans Giovanni Di Bartolomeo (Economics) and Arianna Punzi (Humanities), the discussion was moderated by Corriere della Sera journalist Francesco Verderami.
A Career of Public Service
Dino Pesole (Sole 24 Ore) retraced Draghi’s "public career": from Director General of the Treasury to Governor of the Bank of Italy, President of the European Central Bank (ECB), and finally, Italian Prime Minister. Despite past criticisms—notably regarding the 1990s privatizations—Pesole argued that one cannot overlook Draghi's fundamental role in restoring the Bank of Italy’s prestige or his courage at the ECB. By famously moving beyond rigid regulations to save the Euro during the 2011 sovereign debt crisis, Draghi cemented his legacy.
The Political "Outsider"
Former ANSA director Giampiero Gramaglia focused on Draghi’s political tenure. He described Draghi as a technocrat who meritocratically steered Italy through the pandemic, yet remained a "foreign body" to the political class. This friction, Gramaglia noted, prevented Draghi’s election as President of the Republic—as he was deemed "indispensable" as Prime Minister—only for that same political class to collapse his government shortly after to regain control. Even today, Draghi’s pro-European commitment faces hurdles; his recent report for the European Commission is often sidelined by EU heads of state who, paralyzed by international emergencies, blame the EU for their own systemic weaknesses.
Style and Substance
Literary critic Filippo La Porta admitted that the biography shifted his perspective on Draghi. He praised Draghi’s "anti-Italian" style—contrasting it with the loud, coarse nature of modern public discourse—noting a "Lutheran" dedication to self-achievement in the service of the public good.
On the academic front, Professor Maurizio Franzini (Sapienza, Economics) observed that while Draghi’s actions were always rooted in respect for the rules, those very market and competition rules now require reform. Franzini argued that they have failed to address social equity, leading to a disastrous wealth gap.
Professor Silvana Cirillo (Sapienza, Humanities), mentor to the author, commended the courage required to write a biography of a living figure. She lauded the credibility of the sources and the author's ability to render complex themes into an accessible, engaging narrative.
Behind the Public Mask
Finally, addressing an engaged audience, author and young journalist Cristina La Bella spoke about the challenge of profiling a man who has made privacy his hallmark. Her goal was to peer behind the various "public masks" to reveal the private individual—his personal life, his doubts, and his affections—making a global figure feel more accessible and "human."
Note: The book, published by Santelli (Sesto San Giovanni, 2025), is already available in English translation.
Angelo Ariemma per @europolitiche.it*
*This contribution is not a jounalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico




