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Draghi all'Ecofin: "la Ue non sta al passo, dobbiamo investire a breve somme enormi pubbliche e private"

24-02-2024 17:13

Europolitiche

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Draghi all'Ecofin: "la Ue non sta al passo, dobbiamo investire a breve somme enormi pubbliche e private"

“I bisogni delle transizioni verde e digitale sono stimati in almeno 500 miliardi di euro l’anno, a cui va aggiunta la difesa e gli investimenti produttivi”.

Mario Draghi ha avuto un primo confronto con i ministri europei dell'Economia per la preparazione del rapporto sulla competitività dell’euro affidatogli dalla Commissione europea. L'incontro dei ministri con ex presidente della Banca centrale europea è avvenuto sabato 24 febbraio, all'Ecofin di Ghent, nelle Fiandre.

“Negli ultimi anni si sono verificati molti cambiamenti profondi nell’ordine economico globale e questi cambiamenti hanno avuto una serie di conseguenze, una delle quali è chiara: in Europa si dovrà investire una quantità enorme di denaro in un tempo relativamente breve”, ha spiegato Draghi. “Quando guardiamo ai nostri principali concorrenti e agli Stati Uniti in particolare, il divario è ovunque: nella produttività, nella crescita del Pil, nel Pil pro capite”, ha insistito l’ex presidente della Banca centrale europea che ha riferito anche di stime quantitative delle risorse da investire per la crescita e la competitività europea.

I bisogni delle transizioni verde e digitale sono stimati in almeno 500 miliardi di euro l’anno, a cui va aggiunta la difesa, gli investimenti produttivi”. La preoccupazione di Draghi riguarda “Il divario dell’Ue rispetto agli Usa" che "si sta allargando soprattutto dopo il 2010. Agli Usa sono serviti due anni per tornare ai livelli precedenti, all’Ue 9 anni e da allora non siamo saliti. C’è un gap di investimenti dell’1,5% del Pil pari a 500 miliardi di euro”. Rivolgendosi ai ministri riuniti in Belgio, Draghi ha loro chiesto come finanziare le esigenze degli ingenti investimenti da mettere in campo, su come mobilitare il risparmio in Europa, sullo spazio fiscale nazionale, anche alla luce delle nuove regole del Patto di stabilità, e su cosa pensino di un fondo Ue, di un prestito o di partenariati pubblici e privati veicolati dalla Banca europea per gli investimenti. 

All'Ecofin si è avuta la netta sensazione che il prestigio e l'autorevolezza di Mario Draghi possano dare un valore aggiunto di grande impatto nelle prossime tornate decisionali dei consessi economici europei.

 

staff @europolitiche.it

 


 

 


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