EU/ENG - The return to US tariffs for countries that have not yet signed agreements was supposed to start on July 9, but will be on August 1. The tariffs suspended since April could affect almost fifty partner countries, primarily those of the European Union. However, Treasury Secretary Scott Bessent has announced a further extension: the new tariff regime will no longer come into force on July 9, but on August 1, for countries that do not reach an agreement with the Trump administration, except for the possibility of further extensions, which at this point no one can rule out.
The negotiations between European negotiators and the Americans have another three weeks to reach some sort of stable and lasting conclusion. The Europeans appear to be aligned on two fronts, with France insisting on greater resistance to US diktats and Italy and Germany more pragmatically oriented towards quickly closing an agreement, also on the 10% percentage granted by the White House to Great Britain
ITA - Il ritorno ai dazi USA per i paesi che non hanno ancora firmato accordi doveva scattare il 9 luglio, ma sarà il 1 agosto. Le tariffe sospese da aprile potrebbero colpire quasi cinquanta Paesi partner, in primis quelli dell'Unione europea. Tuttavia, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato un’ulteriore estensione: il nuovo regime di dazi entrerà in vigore non più il 9 luglio, ma il 1 agosto, per i paesi che non addiverranno a un accordo con l’amministrazione Trump, salva la possibilità di ulteriori proroghe, che a questo punto nessuno può escludere.
Le trattative fra i negoziatori europei e gli statunitensi ha altre tre settimane di tempo per giungere a una qualche conclusione stabile e duratura. Premesso che le trattative sono in capo alla Commissione, le cancellerie europee appaiono schierate su due fronti, con la Francia che insiste per una maggiore resistenza ai diktat Usa e la Germania che con l'Italia è più pragmaticamente orientata a chiudere velocemente un accordo, anche su una percentuale a tariffa fissa del 10%, come quella concessa dalla Casa Bianca alla Gran Bretagna. Londra ha infatti raggiunto un accordo con Washington, rimuovendo le tariffe del 25% su acciaio e alluminio, e ha ottenuto una riduzione parziale delle tariffe sui veicoli, stabilizzando le esistenti sul 10% fisso.
analisti associati @europolitiche.it *
* questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico




