EU/ENG - The Presidents of the European Commission and Council, Ursula von der Leyen and Antonio Costa, will travel to Asia next week (July 24 and 25) to seek to redefine relations with China in a dual effort to write a new chapter in trade. This bilateral summit comes at a delicate and potentially strategic juncture.
Von der Leyen and Costa will be welcomed at the highest diplomatic levels in Beijing by President Xi Jinping and Prime Minister Li Qiang, before whom the EU leaders will also present themselves against a backdrop of turbulent and confusing international relations and trade.
The mission is far from simple. China is a problematic interlocutor, to say the least, in several respects. It's no secret that many parts of the European establishment perceive China as a country whose size and impact pose a threat to the effective protection of European interests and security. The impact of its initiatives on the Union is constantly monitored by the Berlaymont, urged by Commission leaders to monitor them closely.
There are trade tensions between Brussels and Beijing: European tariffs on Chinese electric cars, China's overproduction of steel, which is flooding global markets with low-cost products and is intertwined with restrictions imposed by the United States on the same product. And then there's the issue of reciprocity, the rules of the game still being too different. China refuses to allow entry into its own market and distorts the global market with public subsidies.
Nonetheless, the 25th EU-China summit is being seized upon to at least attempt to lay the foundations for a new course that better protects the interests of the European Union without compromising the mutual benefits of trade relations, which are cooperative to the extent possible.
ITA - I presidenti di Commissione e Consiglio europeo, Ursula von der Leyen e Antonio Costa, si recheranno in Asia la prossima settimana (24 e 25 luglio) per cercare di ridefinire relazioni con la Cina nel doppio tentativo di scrivere un nuovo capitolo di scambi commerciali, in un vertice bilaterale che arriva in una congiuntura tanto delicata quanto potenzialmente strategica. Von der Leyen e Costa saranno accolti ai massimi livelli diplomatici a Pechino da Xi Jinping (presidente) e Li Qiang (primo ministro) al cospetto dei quali i vertici dell’Ue si presenteranno oltretutto in un quadro generale delle relazioni e del commercio internazionale agitato e disorientante.
La missione non è di quelle semplici. La Cina è un interlocutore quanto meno problematico sotto diversi profili. Non è un mistero, che la Cina è avvertita da molte parti dell’establishment europeo come un Paese che impensierisce, per dimensioni ed impatto, rispetto alla concreta tutela degli interessi e della sicurezza europei. Gli effetti delle sue iniziative verso l’Unione sono costantemente monitorate dalle direzioni del Berlaymont, sollecitate dai vertici della Commissione a vigilare con particolare attenzione.
Ci sono tensioni commerciali tra Bruxelles e Pechino: i dazi europei sull’auto elettrica cinese, la sovra-produzione cinese di acciaio con cui inonda i mercati globali di prodotti a basso costo e che si intreccia con le restrizioni imposte dagli Stati Uniti sullo stesso prodotto. E poi c’è la questione delle reciprocità, regole del gioco che sono ancora troppo diverse. La Cina non permette l’ingresso all’interno del proprio mercato, e distorce quello globale con sussidi pubblici.
Ciò nonostante si vuole cogliere l’occasione del 25esimo summit Ue-Cina per provare quanto meno a gettare le basi per un nuovo corso che tuteli meglio gli interessi dell’Unione europea senza compromettere i mutui vantaggi di relazioni commerciali, per quanto possibili, cooperative.
analisti associati @europolitiche.it *
* This contribution is not a journalistic article but an analytical brief - Questo contributo non è un articolo giornalistico ma un brief analitico




