EU/ENG - The beginning of 2026 coincides with the change of Presidency of the Council of the European Union for the first half of the year, assumed by the Republic of Cyprus, at a time marked by profound geopolitical tensions and a general tightening of international balances.
The Cypriot Presidency falls within the framework of the trio presidency with Poland and Denmark, defined within the EU Strategic Agenda 2024-2029, and unfolds in a context strongly influenced by the protracted war in Ukraine, instability in the Middle East, and growing pressure from sovereignist and centrifugal forces within the European space. In this scenario, Cyprus's role takes on a significance that goes beyond the procedural dimension, serving as a test of the Union's ability to act coherently and promptly in the face of multiple and interconnected crises.
The strategic program presented by the Nicosia government, summarized in the motto "An Autonomous Union. Open to the World," proposes a vision of a more autonomous and resilient European Union, yet open to international dialogue and cooperation. The priorities identified reflect the guidelines of the European institutions and include strengthening common security and defense, consolidating economic competitiveness, achieving greater energy independence, and accelerating the digital and ecological transition, as well as continuing negotiations on the Multiannual Financial Framework. Through this agenda, Cyprus aims to strengthen its credibility as a reliable partner within the EU, despite starting from a historically peripheral and structurally vulnerable position.
The Cypriot government's stated goal is to complete the Schengen Area accession process by 2026, a step that would help make Nicosia more attractive to tourism and investment from other member states.
In terms of security, Cyprus has begun a gradual strategic realignment toward Western partners, reducing its historical dependence on Russian military supplies. Cyprus has also long served as a financial hub for Russian capital. Over 40,000 Russian citizens legally reside in Cyprus, approximately one-fifth of the island's foreign population, attracted by a favorable tax system and investor citizenship programs that have encouraged the influx of significant resources into the banking and real estate sectors. Following Ukraine's invasion in 2022 and the adoption of European sanctions, these flows have drastically reduced, with the EU calling on Cyprus to strengthen financial control and anti-money laundering mechanisms.
At the same time, ties with Israel have intensified in recent years, particularly in the security and energy sectors in the Eastern Mediterranean, with a significant increase in real estate investments in Cyprus by Israeli citizens and funds.
These developments are part of the broader geopolitical context of the Eastern Mediterranean, where Cyprus, together with Greece and Israel, has promoted trilateral agreements on security, defense, and energy infrastructure, including electricity interconnection projects and cooperation in natural gas extraction. While these initiatives strengthen the island's role as a regional strategic hub, they also contribute to heightened tensions with Turkey and other local actors, further complicating the framework for the Cypriot Presidency of the Council of the EU.
In conclusion, the 2026 Cypriot Presidency lies at the crossroads between ambitions for full European integration and persistent structural fragilities. Nicosia's ability to balance security, attracting capital, strategic relations, and adherence to the Union's common political lines will be crucial not only for the outcome of its presidency, but also for the EU's credibility as a political actor in the Eastern Mediterranean for years to come.
EU/ITA - L’inizio del 2026 coincide con il cambio di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea per il primo semestre dell’anno assunto della Repubblica di Cipro, in una fase storica segnata da profonde tensioni geopolitiche e da un generale irrigidimento degli equilibri internazionali. Il semestre cipriota si inserisce nel quadro della presidenza di trio con Polonia e Danimarca, definita all’interno dell’Agenda Strategica dell’UE 2024-2029, e si sviluppa in un contesto fortemente influenzato dal protrarsi della guerra in Ucraina, dall’instabilità in Medio Oriente e dalla crescente pressione esercitata da istanze sovraniste e centrifughe all’interno dello spazio europeo. In questo scenario, il ruolo di Cipro assume un significato che va oltre la dimensione procedurale, configurandosi come un banco di prova per la capacità dell’Unione di agire in modo coerente e tempestivo di fronte a crisi multiple e interconnesse.
Il programma strategico presentato dal governo di Nicosia, sintetizzato nel motto “An Autonomous Union. Open to the World”, propone una visione di Unione Europea più autonoma e resiliente, ma al contempo aperta al dialogo e alla cooperazione internazionale. Le priorità individuate riflettono le linee guida delle istituzioni europee e includono il rafforzamento della sicurezza e della difesa comune, il consolidamento della competitività economica, il raggiungimento di una maggiore indipendenza energetica e l’accelerazione della transizione digitale ed ecologica, oltre alla prosecuzione dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale. Attraverso questa agenda, Cipro punta a rafforzare la propria credibilità come interlocutore affidabile all’interno dell’UE, pur partendo da una posizione storicamente periferica e strutturalmente vulnerabile.
Un nodo centrale dell’attuale politica europea cipriota riguarda il percorso verso la piena adesione allo spazio Schengen. Negli ultimi anni il paese ha compiuto progressi significativi sul piano tecnico, integrando sistemi di controllo biometrici e aderendo ai principali strumenti informativi europei in materia di sicurezza e gestione delle frontiere. L’obiettivo dichiarato del governo è completare l’iter di adesione nel corso del 2026, un passaggio che avrebbe implicazioni rilevanti non solo in termini di mobilità e turismo, ma anche di rafforzamento dell’integrazione politica ed economica dell’isola nello spazio europeo. L’ingresso in Schengen contribuirebbe inoltre a rendere Cipro più attrattiva per investimenti provenienti da altri Stati membri, consolidando il ruolo nei processi di cooperazione interni.
Sul piano della sicurezza, Nicosia ha avviato un progressivo riallineamento strategico verso partner occidentali, riducendo la storica dipendenza da forniture militari russe e rafforzando la cooperazione con Stati membri dell’UE e Stati Uniti in materia di difesa e modernizzazione degli equipaggiamenti. Questo riposizionamento riflette la volontà di mantenere una linea coerente con Bruxelles in un contesto di crescente polarizzazione geopolitica e segnala una ridefinizione delle tradizionali sfere di influenza che hanno caratterizzato la politica estera cipriota nel corso dei decenni precedenti.
I rapporti con la Russia rappresentano, in questo senso, uno degli aspetti più complessi dell’attuale fase politica. Per lungo tempo Cipro ha svolto il ruolo di hub finanziario per capitali russi, attratti da un sistema fiscale favorevole e da programmi di cittadinanza per investitori che hanno favorito l’afflusso di ingenti risorse nel settore bancario e immobiliare. A seguito dell’invasione dell’Ucraina nel 2022 e dell’adozione delle sanzioni europee, tali flussi si sono drasticamente ridotti, generando contraccolpi economici e sollevando criticità legate al rafforzamento dei meccanismi di controllo finanziario e antiriciclaggio. Secondo dati ufficiali, oltre 40.000 cittadini russi risiedono legalmente a Cipro, rappresentando circa un quinto della popolazione straniera dell’isola, un elemento che continua a incidere sul dibattito politico interno e sulle relazioni con l’UE in materia di politica estera e fiscale.
Parallelamente, negli ultimi anni si sono intensificati i legami con Israele, in particolare nei settori della sicurezza e dell’energia nel Mediterraneo orientale. Questa cooperazione strategica si accompagna a un significativo incremento degli investimenti immobiliari da parte di cittadini e fondi israeliani. Tra il 2024 e il 2025, una quota rilevante delle transazioni immobiliari nelle principali città cipriote, come Larnaca, Limassol e Pafos, ha coinvolto acquirenti stranieri, con una forte presenza israeliana. In alcune aree urbane, le acquisizioni da parte di investitori israeliani hanno raggiunto percentuali prossime a un terzo delle transazioni totali, alimentando un dibattito interno sulle conseguenze socio-economiche di questo fenomeno, in particolare in termini di accessibilità abitativa e di potenziale influenza economica esterna sulle dinamiche politiche nazionali.
Questi sviluppi si inseriscono nel più ampio contesto geopolitico del Mediterraneo orientale, dove Cipro, insieme a Grecia e Israele, ha promosso accordi trilaterali in materia di sicurezza, difesa e infrastrutture energetiche, inclusi progetti di interconnessione elettrica e cooperazione nell’estrazione di gas naturale. Se da un lato tali iniziative rafforzano il ruolo dell’isola come hub strategico regionale, dall’altro contribuiscono ad accentuare le tensioni con la Turchia e con altri attori locali, complicando ulteriormente il quadro in cui si inserisce la presidenza cipriota del Consiglio UE.
In conclusione, la presidenza cipriota del 2026 si colloca all’incrocio tra ambizioni di piena integrazione europea e persistenti fragilità strutturali. La capacità di Nicosia di bilanciare sicurezza, attrazione di capitali, relazioni strategiche e rispetto delle linee politiche comuni dell’Unione sarà determinante non solo per l’esito del semestre di presidenza, ma anche per la credibilità dell’UE come attore politico nel Mediterraneo orientale negli anni a venire.
Ernesto Ciampi per @europolitiche*
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